La pizza pisana è una pizza in teglia rotonda con pasta di medio spessore, condita con grana grattugiato o mozzarella, acciughe e capperi. La pizza genovese è una pizza in teglia dalla pasta piuttosto alta e morbida, prodotta con farina di grano tenero, acqua, sale, lievito di birra e, talvolta, un po' di latte. Oggi la pizza napoletana è uno dei piatti più diffusi al mondo ed è presente in quasi tutti i ristoranti e locali di cucina italiana all'estero con il nome pizza napoletana o pizza Napoli. La cottura della pizza napoletana, infine, avviene sempre ed esclusivamente tramite l'utilizzo del forno a legna e mai quindi utilizzando altri modi di cottura come per esempio il forno elettrico. Dal 4 febbraio 2010, infatti, è ufficialmente riconosciuta come specialità tradizionale garantita dell'Unione europea. Per questo motivo si usa ancora l'espressione "pizza napoletana" come sinonimo di "pizza tonda" anche Fedez Casino se le sue caratteristiche sono spesso diverse rispetto a quelle della tradizione partenopea.
Il successo planetario della pizza napoletana della pietanza ha portato, per estensione, a definire nello stesso modo qualsiasi preparazione analoga. Il napoletano Raffaele Esposito viene spesso indicato come il padre della pizza moderna con la dedica nel 1889 di una sua preparazione alla Regina d'Italia ma in realtà la pizza con pomodoro e mozzarella era già preparata da qualche decennio. A Napoli, tra il Cinquecento e l'Ottocento, si sviluppa la preparazione della pizza, che diventa ciò che conosciamo oggi con l'introduzione del pomodoro lungo nella dieta locale, poi trasferita all'Europa intera e oltre. Alla pizza napoletana venne riconosciuto il marchio STG nel 2004; nel 2017, l'arte del pizzaiuolo napoletano, cioè tutto quanto ruota intorno alla preparazione della pizza napoletana, venne riconosciuta patrimonio orale e immateriale dell'umanità UNESCO.
In altre regioni come Puglia, Sicilia e Basilicata vi sono altrettante varietà con preparazione e farcitura differenti. La pizza prevede un'infinità di condimenti possibili; alcuni di essi con il tempo hanno assunto dei veri e propri nomi, che sono divenuti noti tanto quanto la stessa pizza. Alcuni addetti ai lavori aggiungono la patata bollita e poi schiacciata alla farina come ingrediente "segreto" per rendere la pizza più colorata e morbida all'interno e leggermente croccante alla base. È una preparazione invernale in quanto i grasselli sono i residui della fusione dello strutto e perciò sono disponibili solo in concomitanza con la macellazione del maiale, tra novembre e gennaio. Con la crescia ha in comune la presenza di olio di oliva o di strutto nell'impasto, quest'ultimo assente nelle pizze di altre regioni ; nella cacciannanze ascolana l'olio d'oliva è d'obbligo.
Consigli Per Sostituire Le Farine
Per quanto riguarda i condimenti, il consumo di pomodoro e mozzarella è pressoché identico, con 8 chilogrammi al giorno, 208 chilogrammi al mese e 2,5 tonnellate all'anno per entrambi gli ingredienti per singolo rivenditore. Per esempio in Giappone, dove oltre alla pizza delle grandi catene americane e a nuove forme di pizza locali, è possibile trovare anche la pizza artigianale prodotta secondo standard qualitativi italiani. Mentre il lievito di birra compie il suo lavoro producendo nell'impasto anidride carbonica e gas nobili, da qui, la lievitazione, cioè il raddoppio del volume che avviene nell'impasto. Molto importante nella pizza, oltre che la qualità degli ingredienti, è la giusta maturazione e lievitazione. La pizza all'estero è stata diffusa direttamente dagli emigrati italiani o indirettamente, principalmente per imitazione della pizza diffusa dalla cinematografia statunitense o dalle grandi catene, anch'esse statunitensi.